Parola viva o parola morta. Ci sono parole che feriscono e parole che leniscono. E ci sono parole che restano sospese, inascoltate, senza eco. L’espressione “lettera morta”, ad esempio, indica qualcosa che è stato pronunciato ma non ha prodotto gli effetti desiderati.
È rimasta lettera morta, si dice.

Le parole assumono il valore della relazione. Nella prospettiva di Nup la parola è anima delle relazioni. Non si limita a descrivere: genera.
Può creare appartenenza, fiducia, intimità oppure escludere, annullare, cancellare.

La parola è materia viva del mio lavoro. Me ne occupo come editor, ghostwriter e come esperta di comunicazione. L’ho abitata con la voce e con il corpo, da attrice e da conduttrice radiofonica.

La parola è ritmo-respiro-mondo di chi la pronuncia, ritmo-respiro-mondo di chi la riceve

L’intenzione e la ricezione della stessa possono produrre effetti completamente diversi in base alle situazioni, in base alle persone. Talvolta si parla troppo, talvolta ci si parla addosso, talvolta si dice più di quello che bisognerebbe dire, talvolta non si parla quando invece bisognerebbe farlo.

Una cosa è certa: siamo le parole che usiamo e siamo il “come” le usiamo.

La scelta delle parole agisce sull’identità nostra e su quella degli altrui

Nel libro scritto con Monica Moro, Il femminicidio non è un raptus, ci siamo chieste cosa accade quando la parola perde la sua funzione dialogico-funzionale e diventa strumento di possesso?

Frasi come: “Sei mia/Sei mio” – anche nell’accezione più candida – non creano un legame forte ma sottraggono e, in taluni casi, possono essere indice di controllo e di possesso.

Il linguaggio delle relazioni si può trasformare in linguaggio di dominio

La violenza verbale inizia con la manipolazione del linguaggio, con lo svuotamento progressivo delle parole, fino all’aggressione erosiva dell’identità, al Collasso Identitario Relazionale. (CIR)

L’uso corrotto delle parole non lascia spazio all’identità altrui. Le parole non sono solo suoni e contenitori di significato sono il luogo delle relazioni.

Quando le parole ci “riducono”, la nostra identità viene attaccata, viene messa sotto pressione. Quando invece ci rispettano, la nostra identità si rafforza.

Quando il nostro nome non risuona sinonimo di valore, nello spazio dell’altro, è tempo di rivalutare la relazione, chiarendola, ricalibrandola o disertandola.

Parlare di femminicidio non è, per noi, parlare di fatti di cronaca nera, è parlare di relazioni quotidiane, è parlare di linguaggi quotidiani e intimi. È domandarsi quanto siamo consapevoli che anche solo con le parole possiamo aggredire l’altrui identità (e la nostra).

Anche nel lavoro accade lo stesso. Non c’è team che possa prosperare se le parole che lo abitano sono tossiche, svalutanti, manipolative.

Al contrario, quando la parola diventa riconoscimento di professionalità, capacità, talento, preparazione, serietà la vita professionale e quella personale si rafforzano.

Vuoi approfondire il ruolo della parola, dell’identità e del riconoscimento nelle relazioni umane?

Il femminicidio non è un raptus evidenzia come la violenza inizi spesso nello spazio delle parole e offre un percorso che cambia il modo di osservare le relazioni.

Esplora la parola come strumento di impatto

Se vuoi trasformare le tue idee in testi che vivono, comunicano e riconoscono chi li legge, posso aiutarti. Come editor, ghostwriter ed esperta di comunicazione, affianco i miei clienti nei progetti editoriali, nella stesura di articoli e di contenuti per siti e blog.

Le parole giuste possono cambiare il modo in cui il tuo messaggio arriva e resta nella mente e nel cuore di chi lo legge. Quando si scrive bisogna scegliere, a una a una le parole, affinché ci sia coerenza tra significato, suono e messaggio.

Ogni verbo è un piccolo universo

Ogni parola porta con sé un mondo intero, e scegliere quale pronunciare significa scegliere come respirare e come esistere. Poi dipende sempre dal contesto e dalla situazione che sono fondamentali nella scelta delle parole.

Rompersi o infrangersi, ad esempio, non restituiscono solo il senso dello spaccarsi o dell’andare a pezzi, ma anche del suono – che vibra quando le pronunciamo – e come questo concorre alla verità di ciò che diciamo.

Rompersi scuote, spezza, chiude. È un rumore duro.
Infrangersi frantuma, crepa, sgretola. È un suono cristallino.

Rompersi evoca il corpo che cede, che è da riparare, è il limite che si fa muro.
Infrangersi invece evoca un dolore che è insieme frattura e trasparenza e possibilità di luce.
E mille altre riflessioni possiamo fare sulla scrittura creativa che è materia del mio lavoro.

C’è anche un altro valore in infrangersi: quello di lasciarsi scomporre, per lasciar andare le proprie rigidità, infrangere le regole che ci costruiamo addosso. E un disfacimento che ha un’idea di luce, di forma più pura, più autentica, come si rompesse un vetro: che ci “protegge” o che ci limita?

Ogni parola – ogni singola parola – è respiro che ci definisce, è un atto di creazione e di riconoscimento. Scegliere come parlare, come scrivere, significa scegliere come esistere, dentro e fuori di noi.

FAQ: Come posso capire se chi mi parla sta cercando di manipolarmi?”

Come ti fanno sentire le sue parole: colpevole? Insicura/o? Obbligata/o a fare qualcosa che non vuoi? Se chi ti parla distorce i fatti, minimizza i tuoi bisogni o ignora i tuoi limiti, forse ti sta manipolando. Osserva il tono, il ritmo e la coerenza: le parole non sono solo significato, ma anche suono e intenzione. La manipolazione si percepisce più dall’effetto che ha su di noi che non dalle parole stesse.

Coltiva relazioni consapevoli

L’obiettivo di Nup è aiutare professionisti e team a scegliere la parola come strumento di riconoscimento, fiducia e coesione.

  • Trasformare dialoghi e comunicazioni tossiche in scambi chiari e valorizzanti
  • Riconoscere e correggere dinamiche relazionali disfunzionali
  • Rafforzare legami autentici all’interno del team o della comunità professionale

Scegliere le parole giuste significa abitare relazioni sostenibili. Con Nup, ogni parola diventa valore condiviso.

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