Oggi è un giorno speciale per noi: è il giorno dell’uscita del nostro libro, un progetto che nasce dal desiderio di pro-muovere un cambiamento vero, perché altro sangue di donne non scorra più.
Vogliamo ringraziare HuffPost Italia, che ha dedicato un prezioso spazio oggi, al libro, nella pagina Cultura, con un articolo intitolato: Perché altro sangue di donne non scorra più.
Questo spazio è un ponte necessario tra messaggio e destinatario, tra chi ha avuto il coraggio di dire e chi vuole ascoltare, leggere, riflettere e agire
Dobbiamo entrare dentro le relazioni, le dinamiche, le silenziose cause che troppo spesso restano nell’ombra. Proprio come l’articolo sottolinea, la violenza sulle donne non è un raptus, ma la conseguenza di sistemi relazionali, identitari, culturali che non possiamo ignorare.
Le relazioni, per quanto intime o professionali, sono ecosistemi nei quali ciascuno di noi può fare la differenza. Ogni relazione deve avere base nel rispetto, nella libertà di entrambe le parti.
Quando trasformiamo le domande in strumenti possiamo mettere in moto un cambiamento.
Cosa possiamo fare adesso
Il libro è disponibile, da oggi, quindi potete acquistarlo nelle librerie dei circuiti Mondadori e Ubik e scoprire gli strumenti, le riflessioni, gli esercizi pratici che abbiamo messo a punto.
Il libro offre un percorso che non pretende di avere tutte le risposte, o di avere per forza ragione ma suggerisce le domande e una via di salvezza.
Le relazioni vanno capite all’alba.
Se questo tema vi sta a cuore, vi chiediamo: leggete l’articolo di HuffPost Italia e parlatene.
E se siete interessati al nostro progetto, scriveteci!
Un grazie di cuore a Fabio Luppino per l’articolo, a Massimiliano Pappalardo per la prefazione a Tommaso Balbi per l’introduzione, e per aver creduto in noi.
Grazie a voi che lo leggerete, grazie a chi vorrà regalarlo, grazie a chi vorrà ascoltarci.
Un grazie a Francesco Alberoni e lui sicuramente sa perché.
Luisella e Monica
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Misuro per capire, non per ridurre l’altro a un numero
monica moro
Scrivo per abitare la sintesi umana, senza mai semplificare l’altro
Luisella Pescatori

